Negli ultimi anni, l’integrazione tra tecnologie spaziali e servizi digitali ha aperto nuove opportunità per la valorizzazione del patrimonio culturale. In questo contesto si inserisce il progetto ROMA X-PAND, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per la fruizione e la salvaguardia dei beni culturali.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra realtà industriali e scientifiche, tra cui NAIS e Gter, e si propone di portare sul territorio servizi avanzati capaci di unire posizionamento di precisione, osservazione della Terra e tecnologie immersive. Il caso pilota è rappresentato dalla città di Roma, un contesto emblematico in cui la complessità urbana si combina con un patrimonio storico di valore unico.
ROMA X-PAND introduce un approccio innovativo alla fruizione dei beni culturali, superando il modello tradizionale basato su contenuti statici e localizzati. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza distribuita sul territorio, in cui il visitatore diventa parte attiva del processo di scoperta.
Attraverso una mobile application dedicata, l’utente può accedere a contenuti informativi e multimediali geolocalizzati, attivati in funzione della propria posizione. In particolare, grazie all’utilizzo di tecnologie di Mixed Reality, è possibile visualizzare modelli tridimensionali di reperti archeologici direttamente nel loro contesto originario.
Questo approccio consente di creare un vero e proprio “ponte” tra passato e presente: reperti oggi conservati nei musei vengono virtualmente ricollocati nei luoghi di provenienza, permettendo ai visitatori di immaginare l’aspetto originario dei siti archeologici.
Alla base del progetto vi è un’integrazione avanzata di tecnologie spaziali, tra cui:
– il posizionamento GNSS di alta precisione;
– il servizio Galileo High Accuracy Service (HAS);
– dati di osservazione della Terra per il monitoraggio del territorio.
Questi strumenti permettono di abilitare servizi che richiedono un’elevata accuratezza spaziale, fondamentale per garantire la coerenza tra mondo reale e contenuti digitali.
Nel caso specifico della fruizione in Mixed Reality, il posizionamento preciso consente di collocare correttamente oggetti virtuali nello spazio, rendendo l’esperienza immersiva e credibile per l’utente.
Uno degli elementi distintivi di ROMA X-PAND è il coinvolgimento attivo degli utenti, che non sono più semplici fruitori ma diventano veri e propri “citizen scientist”.
Attraverso la mobile app, i visitatori possono contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale condividendo contenuti georeferenziati, come fotografie e osservazioni. Queste informazioni possono essere utilizzate dagli enti gestori per arricchire le attività di monitoraggio e documentazione.
Questo approccio introduce una nuova dimensione partecipativa, in cui la tecnologia diventa uno strumento per rafforzare il legame tra cittadini, territorio e istituzioni.
Una piattaforma integrata per la gestione e l’analisi dei dati
Accanto alla mobile application, il progetto prevede lo sviluppo di una piattaforma web basata su web mapping, che consente di integrare e visualizzare informazioni provenienti da diverse fonti.
Tra queste:
Questa piattaforma rappresenta un supporto decisionale per gli enti pubblici, permettendo di analizzare in modo integrato il territorio e di migliorare la gestione dei beni culturali.
Uno degli aspetti più complessi affrontati dal progetto riguarda l’operatività in ambienti urbani storici, caratterizzati da condizioni difficili per il posizionamento satellitare.
Le cosiddette condizioni di urban canyon possono degradare significativamente la qualità del segnale GNSS, rendendo necessario lo sviluppo di soluzioni avanzate per garantire prestazioni adeguate.
In questo ambito, il contributo di Gter si concentra sull’analisi e sull’ottimizzazione delle tecniche di posizionamento, con particolare attenzione all’utilizzo di smartphone e all’integrazione con il servizio di correzione satellitare Galileo High Accuracy Service (HAS).
ROMA X-PAND rappresenta un esempio concreto di come le tecnologie spaziali possano essere trasferite in applicazioni innovative, con impatti diretti sulla fruizione culturale, sul turismo e sulla gestione del territorio.
L’integrazione tra dati satellitari, dispositivi mobili e piattaforme digitali apre la strada a nuovi modelli di servizio, in cui:
In questa prospettiva, il progetto non si limita a sviluppare una soluzione tecnologica, ma propone una nuova visione del rapporto tra cultura, innovazione e spazio urbano.